Calabria: una piccola Pompei

Calabria: una piccola Pompei

Quando si parla di vacanze in Calabria, l’immaginario collettivo la associa ovviamente al mare in primis, e fin qui nulla da dire. Le spiagge calabresi sono tra le più belle d’Italia per pulizia delle acque, limpidezza e fondali cristallini. Certo, la Calabria per molti fa anche venire in mente i “Bronzi di Riace”, grazie anche ad una recente pubblicità istituzionale dove i due bronzi (visibili in tutta la loro statuaria bellezza al Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria) si animano e promuovono la regione.

Ma forse pochi sanno che la Calabria racchiude siti archeologici che testimoniano la presenza di antiche civiltà. Una delle zone che più conosco è quella della provincia di Cosenza, sullo Ionio. Non parlerò, quindi, di vacanze di sole e di mare, ma di luoghi conosciuti a pochi, di un volto meno noto della Calabria, quello di una terra abitata milioni di anni fa.

Ma prima di arrivarci in Calabria, (se venite da nord), vi consiglio una sosta a Metaponto (MT), nota località balneare al confine con la Basilicata, lungo la costa jonica lucana. Metaponto fu fondata dai coloni greci dell’Acaia nella seconda metà del VII A.C. e proprio qui sorge il Museo Archeologico Nazionale di Metaponto, un interessantissimo museo a cielo aperto che conserva resti di un’antica civiltà preistorica e alcuni reperti della civiltà greca rinvenuti nell’antica Metaponto e nella vicina Pisticci.

Una volta visitato il museo (e fatto qualche bagno nelle stupende spiagge metapontine), arrivate in Calabria lungo la SS 106 in direzione Reggio Calabria, ed entrate nella provincia cosentina.

roseto capospulico

Lungo la statale incontrate la località balneare chiamata Roseto Capospulico (CS). Pochi la conoscono: spiagge di sassi, di certo meno comode della sabbia, ma vi assicuro che le acque sono davvero limpide. Siamo sullo Jonio. Ma soprattutto, proprio affacciato sulla spiaggia, si erge un castello normanno imponente, meraviglioso, che risale al X secolo. Oggi, aggiungerei purtroppo, il castello è adibito a cerimonie e convegni, ma resta comunque un esempio di architettura federiciana assolutamente da vedere, che, nonostante le ripetute ristrutturazioni, è uno dei meglio conservati in Calabria.

Proseguiamo a caccia di siti archeologici. La nostra prossima meta è Sibari, sempre raggiungibile attraverso la SS 106 ionica. La sua area archeologica Sybaris è tra le più grandi in questa regione e testimonia la presenza in passato di ben tre civiltà, quella greca, a cui si sono aggiunte quella ellenistica di Thuri e infine la civiltà romana di Copia, che, rispetto alle altre, resta la traccia più visibile.

Anche qui, inutile dire che un po’ di bagni di sole e di mare sono quasi d’obbligo, ma a differenza delle spiagge di Roseto Marina, a Sibari trovare sabbia finissima. Se viaggiate con i vostri figli lo troverete di certo più comodo, anche se vi assicuro che bastano delle scarpette di gomma, e la spiaggia di sassi ha il suo fascino, oltre ad essere molto pratica perché non si infila la sabbia ovunque!

Già che ci siete, andate a visitare a Cerchiara, a pochi passi da Sibari, la Grotta delle Ninfe, una grotta di 20 metri da cui sgorgano acquee sulfuree che hanno formato una piscina naturale con acqua a 30°. Qui sorge anche un centro termale che utilizza le acque provenienti da queste sorgenti.

 

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